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+355% di traffico organico in 1 anno. Scopri come ho fatto [Case study SEO]

case study posizionamento SEO

Scrivere un case study su una attività SEO di successo è sempre difficile.

Da una parte si corre il rischio di scrivere un articolo auto-celebrativo, senza fornire al lettore un valore informativo reale sulle tecniche SEO adottate.

Dall’altro si corre il rischio, peggiore a mio avviso, di banalizzare il lavoro del consulente SEO, facendo sembrare semplice quello che in realtà non è affatto. Ottimizzare e posizionare un sito web sui motori di ricerca è un lavoro difficile ed incredibilmente complesso, che richiede grandi competenze, tanta esperienza e una buona dose di professionalità.

In questo case study ti illustrerò in 8 punti le tecniche SEO che ho utilizzato per aumentare del 355% in 12 mesi il traffico organico dai motori di ricerca di un noto sito editoriale italiano dedicato alla dieta, al mangiar sano e alle ricette light, al benessere e al fitness.

Eh si, un settore molto competitivo!

case study seo

Alcuni dei punti del case study potranno sembrarti banali, probabilmente conosci queste tecniche SEO da sempre e ne avrai sentito parlare fin troppe volte.

Non sottovalutarle!

Nell’ottica di una strategia SEO di medio-lungo periodo, ogni singola attività di ottimizzazione si somma alle altre e contribuisce ad aumentare il valore complessivo del sito web agli occhi di Google.

Queste tecniche di ottimizzazione SEO, in particolare, hanno la capacità di migliorare notevolmente il posizionamento e quindi incrementare il traffico dai motori di ricerca.

prima posizione nella serp di Google

Non mi dilungo oltre, cominciamo.

1. Aumenta la velocità del tuo sito web

Non commettere l’errore di sottovalutare l’importanza della velocità di un sito web come fattore di ranking. Il tempo di risposta e caricamento di una pagina web deve essere brevissimo, altrimenti gli utenti scappano e cercano informazioni altrove, probabilmente su uno dei siti web concorrenti.

Sono molti gli studi che confermano questo comportamento degli utenti internet [rif.: The need for mobile speed] e Google chiede espressamente di rendere veloci i siti web nelle sue linee guida per Webmaster [rif.: Using site speed in web search ranking].

Quindi, non puoi fare a meno di migliorare la velocità di un sito web.

Scegli accuratamente il tuo servizio di hosting, impedisci al tuo cms di fare troppe query al database e/o generare pagine inutili, ottimizza tutta la grafica e utilizza sistemi di caching per caricamenti velocissimi.

2. Migliora l’esperienza di navigazione dell’utente.

L’User Experience (UX) è la “nuova” SEO. Perchè?

Perchè Google tiene conto di molte metriche legate al comportamento degli utenti sul sito web, quanto tempo rimangono, quante pagine visualizzano e la frequenza di rimbalzo, il famoso bounce-rate.

Quest’ultimo, in particolare, può generare il problema del “pogo-sticking” che nasce quando l’utente rimbalza in breve tempo di nuovo verso la pagina dei risultati di ricerca di Google. L’effetto “pogo-sticking” è considerato un indicatore del fatto che una pagina web non è in grado di soddisfare le aspettative degli utenti e che probabilmente non merita di ottenere un buon posizionamento nella SERP rispetto a pagine web concorrenti.

Come migliorare l’esperienza utente?

Ci sono molte tecniche che ti permettono di migliorare l’esperienza utente e che ho utilizzato per ottenere un incremento di traffico organico del 355% per il sito web che seguo come consulente SEO.

Quelle che ritengo più importanti sono:

  • una cura particolare dell’architettura dell’informazione e della struttura di navigazione del sito;
  • una ottimizzazione attenta della velocità di caricamento delle pagine web (come vedi, lavorare sulla velocità di un sito web porta più vantaggi SEO);
  • contenuti ben fatti e, non dimenticarlo, ben formattati;
  • una buona proposta di contenuti correlati (e in “topic”, per ottenere altri vantaggi SEO) a quello sul quale gli utenti sono atterrati.

3. Rendi il sito pienamente mobile-friendly

Sai, o dovresti sapere, che Google già dal 2015 posiziona meglio i siti responsivi nelle ricerche fatte da dispositivi mobile. Probabilmente a partire dal 2018 gli algoritmi di Google cambieranno di nuovo ed in modo epocale con l’introduzione del “Mobile-First Index”.

Cosa accadrà?

L’indicizzazione del web sarà fatta, in prima istanza, sulle versioni mobile dei siti web e solo in seconda istanza sulle versioni desktop.

Cosa significa?

Significa che il tuo sito web deve essere perfetto quando visualizzato su smartphone. Prendi a cuore e con la massima serietà questo aspetto del design web e fallo da subito. La percentuale di utenti che fruisce i siti web da smartphone è già più alta di quelli che li visitano da un computer desktop.

4. Passa al protocollo HTTPS con certificati SSL

Non voglio dilungarmi sul protocollo HTTPS. Se hai bisogno di sapere di cosa si tratta, ti consiglio questi due link:

Implementare il protocollo HTTPS è una richiesta esplicita di Google e non puoi esimerti. Fallo subito!

5. Concentrati sui contenuti, scrivi bene e approfondisci gli argomenti

Scrivi contenuti informativi e approfonditi perché “Content is the King!”. Pensa prima agli utenti del tuo sito e scrivi per loro. Il tuo target di riferimento ha bisogno di informazioni attendibili, di risposte certe alle loro domande, di soluzioni sicure ai loro problemi.

Quindi, preparando la redazione dell’articolo, ragiona in termini di argomento (“topic”) e solo dopo seleziona le keyword appropriate.

Non pensare alla lunghezza dell’articolo; da un punto di vista SEO è statisticamente vero che i testi più lunghi si posizionano meglio di quelli corti ma questo dipende dalla completezza dell’informazione, dalla loro semantica e NON dalla lunghezza del testo in quanto tale.

Quello che voglio dire è:

  • se scrivi un articolo approfondito, la lunghezza non conta (entro un certo limite);
  • se scrivi un articolo approfondito, la lunghezza del testo viene da se.

6. Pulisci e tieni pulito il tuo sito

Non smetterò mai di sottolineare l’importanza strategica per una buona SEO di avere un sito web “pulito” agli occhi di Google e degli utenti.

Cosa intendo per “pulito”?

  1. Elimina tutte le pagine 404, ma dico proprio tutte, e reindirizzale in 301 verso pagine che trattano lo stesso argomento e che hanno una semantica il più simile possibile;
  2. correggi tutte le “cascate di 301”;
  3. correggi tutti gli errori di scansione segnalati da Google Search Console;
  4. elimina tutti i contenuti duplicati, sia fisicamente se possibile, sia utilizzando il rel “canonical”;
  5. modifica o elimina tutti i “thin content”, le pagine che presentano informazioni di scarsa qualità e/o completamente inutili;
  6. elimina tutti i link inutili e/o ridondanti che hai eventualmente inserito nella sidebar e nel footer;
  7. cerca, correggi o elimina tutti i link rotti;
  8. evita la “cannibalizzazione” degli articoli con una attenta vigilanza sui contenuti redazionali già pubblicati;
  9. correggi tutti i tag title e le meta description assenti e/o duplicate.

Al termine delle pulizie SEO, invia a Google la nuova sitemap.

Poi rimani con gli occhi aperti e continua a correggere ..il tuo sito web deve essere sempre perfetto, lindo e pinto.

7. Inserisci link nei tuoi contenuti e linkali tra di loro

Per qualche strano motivo, sembra esserci una strana avversione tra redattori, copywriter e SEO Specialist nell’inserire link interni e esterni in un contenuto testuale. Mi viene spesso chiesto se sia una buona pratica per l’ottimizzazione on-page e se i link vadano inseriti in nofollow o dofollow.

Voglio essere onesto con te! Non mi pongo assolutamente il problema.

Per decennale esperienza SEO, conosco l’incredibile valore che i link, interni o esterni, aggiungono ad un contenuto redazionale già ben realizzato e formattato.

Questo non significa che non vadano poste in atto tutta una serie di accortezze per domare questo potente strumento SEO, evitando i pericoli della sovra-ottimizzazione e cercando i massimi benefici in termini di link-juice.

  • inserisci link, interni o esterni, verso fonti editoriali semanticamente correlate, che approfondiscano e aggiungano valore al tuo contenuto e siano utili ai tuoi utenti;
  • inserisci i link in modo del tutto naturale. Cosa intendo? Non cercare necessariamente di linkare una parola-chiave. Penso piuttosto che sia più importante la posizione del link, il contesto semantico che lo circonda e la pagina web linkata;
  • occhio al link-juice, dosalo con attenzione calcolando bene quanti link è opportuno inserire nell’articolo per valorizzare tutto il più possibile;
  • per lo stesso motivo di cui sopra, fai in modo che la pagina web nella sua interezza non disperda troppo link-juice verso link interni inutili e/o ridondanti (mi riferisco sopratutto ai link nella sidebar e nel footer).

Non ho mai trovato un tool SEO che svolga automaticamente e bene questo compito. Quindi armati di pazienza e fallo manualmente, solo quando l’opportunità di inserire un link è davvero buona.

8. Ottimizza il CTR

Scalare posizioni nelle pagine dei risultati di ricerca di Google non comporta necessariamente un aumento del traffico organico.

Perchè?

Perchè lo snippet delle tue pagine web, ovvero l’insieme del tag title e della meta description che compare nella SERP, potrebbero non avere l’appeal sufficiente ad attirare l’attenzione degli utenti che quindi sceglieranno di cliccare altrove.

Ho visto spesso pagine web generare solo un misero 2% di CTR da una 1° posizione su Google.

E’ per questo motivo che devi costantemente monitorare il CTR delle pagine web del tuo sito e cercare di ottenere la massima ottimizzazione possibile.

Questo è un passo particolarmente delicato perché negli elementi che compongono lo snippet di Google vanno sapientemente mixate tecniche SEO (il tag title è uno dei principali fattori di posizionamento SEO) con tecniche di marketing persuasivo tali da attirare l’attenzione degli utenti e indurli a cliccare sul tuo sito.

Ci vuole un bel po’ di esperienza ma Google Search Console e una buona programmazione di test A/B può portare a grandi incrementi di CTR che si traducono in un forte aumento del traffico organico.

Quindi cosa devi fare?

  • testa i tuoi tag title e le meta description e modificali all’occorrenza se il CTR è troppo basso;
  • inserisci sempre una “call to action” nella meta description;
  • sii persuasivo, attira l’attenzione ..lo snippet di Google è come la vetrina di un negozio;
  • implementa i rich snippet, se hai l’opportunità di inserirli;
  • non dimenticare la SEO!

Ok, è tutto. Amo le tecniche Smart SEO!

E tu cosa ne pensi? Mi piacerebbe sapere la tua opinione ed avere un commento.

Se hai domande, sai come trovarmi 🙂

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